Il giardino di Giuseppina Buonaparte.

Tempo fa scrissi un post sul giardino di Monet a Giverny

Non credevo che avrebbe riscosso così tanto entusiasmo  e curiosità: ad oggi è uno dei post più cercati e letti.

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Alcune settimane fa mentre facevo una ricerca per il mio giardino mi sono imbattuta in un articolo in cui veniva raccontata la passione per il giardinaggio, in particolar modo le rose , di Giuseppina Bonaparte.

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E tale passione si manifestò nel parco del castello di Malmaisons.

Il castello di Malmaison fu acquistato da Giuseppina Beauharnais il 21 aprile 1799, mentre Napoleone era impegnato nella Campagna d’Egitto. Si trova a Rueil-Malmaison, un comune dell’Île-de-France. Al suo rientro a Parigi, Napoleone incaricò dei lavori di restauro gli architetti Percier e Fontaine.

Il nome deriva dal latino mala mansio ed è così denominato per essere stato un rifugio di pirati nel IX secolo

 

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Durante l’Impero Giuseppina continuò l’abbellimento del castello e del parco circostante e nel 1809, dopo il divorzio, vi stabilì la sua residenza definitiva. Durante questi anni, insoddisfatta delle rose che a quel tempo erano disponibili, le quali erano piccole e fiorivano solo per pochi giorni all’anno, fece piantare nei giardini della tenuta oltre duecento varietà di rose provenienti dalla Persia. Da queste venne in seguito isolata prima la Rosa tea e, successivamente, la Ibrida perenne, dai fiori doppi e rifiorenti e dalla quale discendono molte delle rose che attualmente sono in commercio. Una rosa fu chiamata in onore del castello di Malmaison, e delle sue 650 specie di rose, Souvenir de la Malmaison.

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Souvenir de la Malmaison, la splendida rosa Bourbon creata in suo onore da Béluze, che non a caso scelse di ibridare una specie proveniente dalle Antille. Come lei, figlia di ricchi coloni francesi della Martinica. Una rosa di specie Bourbon, regina di fascino e di profumo, proveniente dall’isola di Réunion, definita Île Bourbon dal re di Francia, Luigi XIII di Borbone. Fascino creolo per entrambe. La descrizione che un contemporaneo scrisse della giovane Rose, come veniva chiamata Giuseppina, non potrebbe forse interpretare quell’impalpabile charme di una rosa?
”Vi era voluttà e grazia indefinibile nel suo sguardo, che carezzava, giungeva all’anima, soprattutto parlava ai sensi. La sua figura era quella delle ninfe; tutta la persona portava l’impronta della vivacità, della mollezza, dell’abbandono che solo le creole sanno unire nel passo, nei modi, nel tono della voce, fino nei silenzi.”

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Durante la guerra fra Francia e Inghilterra, le rose destinate a La Malmaison vennero tutelate, scortate, protette. Alle navi di Napoleone che trasportavano piante o talee, veniva garantita l’incolumità da parte del nemico. In antitesi con la brutalità di un conflitto fra due nazioni che si fronteggiavano via terra e via mare. Gli eserciti francesi avevano l’ordine di fare incetta di rose, ovunque si trovassero. L’esperto inglese, che la moglie dell’Imperatore volle assumere alla Malmaison come consigliere sulle varietà da selezionare, ibridare e riprodurre, venne protetto nei suoi viaggi di ricerca da uno speciale lasciapassare che lo indicava come “L’incaricato per l’acquisto di rose”.
Il tesoro botanico e la rilevanza del progetto prevalsero sulla guerra! Era il 1808 quando in quei giardini privilegiati venne isolata la prima Rosa Tea, così definita per il sottile profumo delle sue corolle perfette e rifiorenti che evocavano l’aroma delle foglie del tè. Da quella rosa discendono molte delle attuali varietà rifiorenti e moderne oggi in commercio.

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La passione trascende ogni controllo e Giuseppina Bonaparte, intuendo l’importanza di immortalare per i posteri la bellezza e la particolarità delle sue rose, incaricò il più quotato pittore francese, Pierre-Joseph Redouté, di ritrarre le oltre 250 specie e varietà dei giardini della Malmaison. La fine precisione e accuratezza nel riprodurre fedelmente i più piccoli dettagli, uniti alla squisita eleganza del tratto e della composizione, gli valsero il soprannome di “Raffaello dei fiori”. A lui commissionò l’opera Les Roses, una preziosa pubblicazione con 168 tavole illustrate delle specie presenti al castello. Marie Josèphe Rose, alias Giuseppina Bonaparte, non vide mai quest’opera, terminata da Redouté tre anni dopo la sua morte.

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Alla Malmaison Joséphine aveva fatto allestire grandi spazi per gli uccelli più rari, molto amati dell’Imperatrice, tra cui numerosi fagiani dorati importati dalla Cina, due prestigiosi cigni neri che si dice, si acclimatarono molto bene alla Malmaison tanto da fare più nidiate, uno struzzo, cicogne e libere per il parco giravano gazzelle, un camoscio, canguri e scimmie di ogni specie, ma la sua grande, intima, vera passione erano i fiori e qui ne fece importare di ancora sconosciuti: rododendri, mirti, hibiscus, hydrangea, flox, camelie, ma soprattutto rose, tante rose per quello che doveva diventare uno dei giardini più belli e prestigiosi d’Europa .. e fu sicuramente la rosa il fiore che Joséphine amò di più

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Alla sua morte il roseto della Malmaison contava più di 250 specie e varietà diverse; 167 Galliche, 27 Centifolia, 22 Chinensis, 9 Damascena, 8 Alba, 4 Spinosissima e dozzine di altre specie, comprese Rosa moscata.

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Dopo la sua morte il castello con il parco andarono completamente in rovina.

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Con gli anni i vari proprietari riuscirono a restaurare completamente il castello, mentre il parco fu sempre lasciato ai margini.

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Duecento anni dopo la morte dell’Imperatrice, il roseto torna alla vita con l’aiuto di Piaget. La casa di gioielleria e orologeria svizzera ha sia restaurato il giardino piantando 750 tipi di rose antiche del Primo e del Secondo Impero, sia riportato all’antico splendore un abito e un mantello di Giuseppina.

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FONTI:
VANITY FAIR
MYLUXURY
CASTELLO DI MALMAISONS
WIKIPEDIA
CASTLES IN THE WORD
SWEETLY DREAMING OF THE PAST
TWO IN FRANCE

 

 

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